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tutte le opzioni di Trump, gli scenari
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tutte le opzioni di Trump, gli scenari

By Abrar Hussain
February 24, 2026 3 Min Read
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Dopo aver ordinato il più grande rafforzamento militare americano in Medio Oriente dai tempi della guerra in Iraq, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, deve decidersi come muoversi sull’Iran. Lo evidenzia la Cnn, spiegando che le opzioni sul tavolo sono tre e tutte ben delineate: lasciare spazio alla diplomazia, ordinare un attacco limitato oppure lanciare un’operazione su larga scala per tentare di rovesciare il regime.

Le tre opzioni sul tavolo

Secondo l’emittente, Trump potrebbe scegliere di non ordinare alcuna azione militare, confidando che la presenza di due portaerei, decine di navi da guerra al largo delle coste iraniane e di un centinaio di caccia convinca Teheran a stringere un accordo. In alternativa, potrebbe autorizzare raid mirati contro siti militari, installazioni legate al programma nucleare o strutture dei Guardiani della Rivoluzione, per costringere l’Iran ad abbandonare ogni capacità di costruire armi atomiche.

L’opzione più radicale sarebbe un attacco su larga scala mirato a far cadere la Repubblica islamica, anche se resta l’incognita sul dopo: l’Amministrazione non avrebbe un quadro chiaro su chi potrebbe sostituire l’attuale leadership né garanzie che un’operazione massiccia porterebbe alla caduta del regime.

Resta incerto anche se un attacco convincerebbe Teheran a negoziare o rafforzerebbe la sua determinazione a resistere. Funzionari regionali ritengono che l’Iran difficilmente tornerebbe al tavolo dopo un raid, qualunque sia la sua portata. Un attacco comporterebbe inoltre il rischio di ritorsioni contro obiettivi americani in Medio Oriente, eventualità più volte segnalata a Trump nei briefing delle ultime settimane.

Secondo la Cnn, non è chiaro anche cosa il capo della Casa Bianca voglia ottenere esattamente, perché stia valutando un’azione proprio ora e su quali basi legali potrebbe fondarsi per lanciare un secondo attacco contro l’Iran in otto mesi. Intanto resta fissato per giovedì a Ginevra un nuovo round di colloqui tra le parti.

“Tutto ciò che è stato scritto su una potenziale guerra con l’Iran è stato scritto in modo errato, e intenzionalmente. Sono io a prendere le decisioni, preferirei raggiungere un accordo piuttosto che non farlo, ma se non raggiungeremo un accordo, sarà un giorno molto brutto per quel Paese e, purtroppo, per la sua gente, perché sono persone fantastiche e meravigliose, e una cosa del genere non avrebbe mai dovuto accadere loro”, ha scritto Trump ieri su Truth Social, rinnovando la richiesta a Teheran di scegliere l’opzione diplomatica. Le parti hanno però linee rosse apparentemente inconciliabili: Trump chiede che all’Iran non sia consentito arricchire uranio, mentre Teheran rivendica questo diritto.

L’esercito degli Stati Uniti ha rafforzato la sua presenza nei pressi dell’Iran e ha trasferito oltre 150 velivoli in basi in Europa e Medio Oriente dalla fine del secondo round di colloqui tra Washington e Teheran, conclusosi senza una svolta il 17 febbraio. Lo riporta il Washington Post facendo riferimento ai dati di tracciamento dei voli disponibili al pubblico e delle immagini satellitari esaminate.

Nonostante l’imponente schieramento di forze militari nella regione, tra cui due portaerei, Israele ritiene che gli Stati Uniti abbiano la capacità di sostenere solo quattro o cinque giorni di intenso attacco aereo contro l’Iran. Lo ha detto un funzionario dell’intelligence israeliana al Financial Times, aggiungendo che le forze americane potrebbero proseguire con attacchi di minore intensità per una settimana.

Pasdaran conducono esercitazioni su larga scala nel sud

Intanto le forze dei Guardiani della Rivoluzione stanno conducendo delle esercitazioni su larga scala nel sud dell’Iran. Lo ha riferito la tv di Stato di Teheran. Le nuove esercitazioni, che “si concentrano sulle coste meridionali e sulle isole”, includono l’impiego di missili, artiglieria, droni, forze speciali e veicoli blindati, ha riferito l’emittente, precisando che manovre militari analoghe si stanno svolgendo anche in altre aree del Paese.

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Abrar Hussain

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