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La Befana ‘esiste’ solo in Italia? Come si festeggia l’Epifania nel mondo
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La Befana ‘esiste’ solo in Italia? Come si festeggia l’Epifania nel mondo

By Abrar Hussain
January 6, 2026 4 Min Read
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Non c’è soltanto la vecchina che di notte, calandosi dal camino, riempie di dolci o di carbone le calze lasciate dai bambini prima di andare a dormire. Non c’è soltanto la donna piegata su sé stessa che ‘a bordo’ di una scopa fa il giro delle case con il suo carico di delizie per tutti i palati. La nostra Befana, che arriva immancabile nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, nel mondo è in buona compagnia. Dagli elfi islandesi ai Re Magi spagnoli, infatti, sono tanti i modi in cui viene celebrata l’ultima notte delle feste, quella che segna di fatto la fine della pausa invernale. Il ricordo della visita dei re Magi a Gesù Bambino nella grotta di Betlemme – che nella tradizione popolare italiana è associata alla comparsa dell’anziana che ‘vien di notte con le scarpe tutte rotte’ – è celebrato in mille forme diverse da un Paese all’altro. Qualche esempio? Dal profondo Nord ai Paesi più vicine a noi – come la Spagna e la Francia – fioccano riti diversi, ciascuno con una sua peculiarità.

In Islanda

In Islanda, tanto per cominciare, l’Epifania è una questione di giorni. Tredici elfi nordici, chiamati Jólasveinar, ogni notte a partire dal 12 dicembre scendono uno a uno dalla montagna per fare scherzi e lasciare dolci ai bambini. Dopo il 25 dicembre, nei giorni che trascorrono dal Natale all’Epifania, compiono sempre uno a uno il percorso inverso tornando quindi a casa. Il 6 gennaio è il giorno in cui anche l’ultimo elfo lascia la città. È la fine delle feste che vengono salutate con una fiaccolata – cui partecipano anche il Re e la Regina degli elfi – che termina con un falò e dei fuochi d’artificio. Il classico paesaggio invernale, con le città sommerse sotto cumuli di neve fresca, viene animato quindi dagli Jólasveinar, gli elfi nordici. Si tratta di personaggi pittoreschi, figli dei troll Grýla, esseri inizialmente molto cattivi e minacciosi, che con il passare del tempo si sono addolciti.

In Francia

In Francia la questione dell’Epifania è un ‘affaire’ culinario. La visita dei Re Magi, per i nostri cugini transalpini, è il momento in cui si gusta la ‘Gallette de Rois’: una torta fatta con pasta sfoglia ripiena di crema frangipane alle mandorle. Secondo la tradizione la persona più giovane distribuisce le porzioni. Una fetta, però, viene sempre lasciata intatta per uno sconosciuto o un povero che dovesse passare. Questa fetta è ‘la part du bon Dieu’, ovvero ‘la parte del buon Dio’. Ma c’è ancora un aspetto curioso. Nella torta si mette una fava: il fortunato che la troverà sarà il Re o la Regina della festa.

I Re Magi in Europa

In Spagna, invece, come da noi, il 6 gennaio si torna in qualche modo alla casella di partenza: dopo i regali di Natale arrivano quelli dei Re Magi. I bambini, la mattina presto, corrono a vedere i doni lasciati dai tre saggi provenienti dal lontano Oriente. Anche in Romania l’elemento centrale del 6 gennaio è l’arrivo dei Re Magi. Un avvenimento festeggiato dai bambini che, bussando di porta in porta, chiedono di poter entrare per raccontare qualche storie e ricevere piccoli regali in cambio.

Alla celebrazione dei Re Magi non sfugge neanche la Germania. Tradizione vuole che, nelle regioni cattoliche, i sacerdoti visitino le case per benedirle raccogliendo in cambio donazioni. I bambini, intanto, partecipano ai canti tradizionali o allestiscono presepi itineranti.

La Befana in Sudamerica

La Befana, con le sue cerimonie e consuetudini, è una vera ‘viaggiatrice’. Allontanandosi dal Vecchio Continente, per approdare in Sudamerica, si può fare tappa in Messico dove il 6 gennaio coincide con ‘El Dia de los Reyes’, l’arrivo dei Re Magi. Per l’occasione si prepara la ‘Rosca de Reyes’, una ciambella che ricorda una corona con all’interno una figura di Gesù Bambino. Anche in altri Paesi dell’America Latina l’Epifania ha il suo posto d’onore nel calendario.

In Argentina, Paraguay e Uruguay è il giorno dei Re: i bambini lasciano le scarpe vicino alla porta nella speranza di ritrovarle, il giorno dopo, colme di regali; in Cile è il ‘Día de los Tres Reyes Magos’ (‘il giorno dei tre Re Magi’) o ‘La Pascua de los Negros’, ovvero il ‘giorno sacro degli uomini neri’. La definizione non allude a un fatto religioso. Ma al fatto che, nel giorno dell’Epifania, in tempi lontani agli schiavi era permesso di non lavorare. Ancora una curiosità: nei Paesi Bassi si usa lasciare aperte le porte e le finestre per fare entrare la buona fortuna dell’anno appena cominciato. (di Carlo Roma)

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Abrar Hussain

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