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‘Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura’
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‘Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura’

By Blendy Writer
February 2, 2026 2 Min Read
Comments Off on ‘Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura’

E’ visitabile fino al prossimo 2 giugno, al Museo internazionale della ceramica (Mic) di Faenza la mostra “Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura”. Organizzata dallo stesso museo e dalla Fondazione Museo Ginori, l’esposizione rilegge due secoli di storia della manifattura di Doccia, proponendo una narrazione inedita dell’evoluzione della ceramica nel XVIII e XIX secolo.

Attraverso un’ampia selezione di opere e manufatti provenienti dalle collezioni del Museo Ginori e del Mic Faenza, le curatrici Oliva Rucellai e Rita Balleri mettono in scena la dialettica tra creatività e limiti imposti dalla materia, tra ricerca estetica e progresso scientifico, tra tradizione e mutevolezza del gusto della committenza.

“Spesso, dietro a un certo impasto, al colore di uno sfondo o a una particolare forma che oggi ci appaiono scontati – racconta Oliva Rucellai, capo-conservatrice del Museo Ginori – ci sono scoperte, invenzioni, ricerche e fallimenti di cui non siamo consapevoli. Questa mostra è un invito a leggere la storia della Manifattura Ginori anche attraverso queste conquiste”.

Il racconto ha inizio nella prima metà del Settecento, quando Carlo Ginori, appassionato di chimica, fonda l’omonima manifattura e si dedica personalmente alla ricerca della ricetta dell’impasto della porcellana.

Il percorso si snoda poi in diverse sezioni dedicate alle sculture in porcellana; al progressivo arricchirsi della decorazione pittorica e della tavolozza cromatica; alle innovazioni di Carlo Leopoldo Ginori (inventore della fornace a quattro piani), di Giusto Giusti (il chimico della manifattura che riscopre la ricetta del lustro delle antiche maioliche rinascimentali) e dei primi direttori artistici della manifattura.

L’esposizione si chiude con il passaggio della Ginori a vera e propria industria e con uno sguardo rivolto al XX secolo, quando la neonata Richard-Ginori fonderà gran parte della sua prosperità sulla produzione di porcellane elettrotecniche, solitamente non esposte in ambito museale.

Con questa mostra il Mic Faenza rende nuovamente omaggio alla ricchezza delle collezioni del Museo Ginori (attualmente chiuso al pubblico a causa dei lavori di ristrutturazione della sua sede di Sesto Fiorentino), in continuità con la collaborazione avviata in occasione della mostra Gio Ponti – Ceramiche, ospitata a Faenza dal 17 marzo al 13 ottobre 2024.

“Questa mostra si inserisce in un programma del nostro Museo di valorizzazione delle manifatture italiane che hanno fatto la storia della ceramica italiana. – continua la direttrice del Mic Faenza Claudia Casali – Ginori è sinonimo di eleganza ma anche di ricerca, tecnica e tecnologia. Questa esposizione è una straordinaria opportunità di vedere riuniti gruppi scultorei come Amore e Psiche di eccezionale importanza nella produzione Ginori, evento unico e difficilmente riproponibile”. Dal 7 febbraio, ogni sabato alle ore 16, visita guidata inclusa nel prezzo del biglietto.

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