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Iran, Trump prepara l’attacco? Cosa dicono le fonti
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Iran, Trump prepara l’attacco? Cosa dicono le fonti

By Blendy Writer
January 10, 2026 2 Min Read
Comments Off on Iran, Trump prepara l’attacco? Cosa dicono le fonti

L’amministrazione statunitense avrebbe avviato “discussioni preliminari” su un possibile attacco contro l’Iran, dopo le ripetute minacce del presidente Donald Trump di colpire la Repubblica islamica nel caso in cui il regime uccida manifestanti. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti informate.

I colloqui – secondo il quotidiano – si sarebbero concentrati sulla selezione di potenziali obiettivi militari; tra le opzioni allo studio figura un “attacco aereo su larga scala”. Il giornale precisa tuttavia che, al momento, non vi sono segnali di un’azione imminente e che non sono stati mobilitati né mezzi né personale in preparazione di un’operazione militare.

“L’Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!”, ha intanto ribadito in un post su Truth social il presidente americano , che aveva già avvertito Teheran su un possibile (e duro) intervento Usa qualora il regime avesse ucciso ancora i manifestanti.

Nella giornata di oggi, gli Stati Uniti hanno intanto definito ‘deliranti’ le accuse del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Israele e agli Usa di aver fomentato le proteste in corso nella repubblica islamica. “Questa dichiarazione riflette un tentativo delirante di distogliere l’attenzione dalle enormi sfide che il regime iraniano deve affrontare in patria”, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano in risposta ai commenti fatti dal ministro degli Esteri di Teheran durante una visita in Libano.

Araghchi aveva infatti dichiarato come Israele e Stati Uniti siano “direttamente coinvolti” nei disordini in corso in Iran, ma le possibilità di un intervento militare diretto rimangono “molto basse”.

Dal canto suo, Teheran ha ribadito anche oggi la linea dura contro le proteste. Mentre proseguono da settimane le manifestazioni contro il regime degli ayatollah, il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha infatti avvertito che tutti i manifestanti potranno essere perseguiti come “nemici di Dio” (‘mohareb’), un’accusa che in Iran è punibile con la pena di morte, riferiscono i media statali iraniani citando una sua dichiarazione nella quale si afferma che il reato sarà contestato non solo a presunti “rivoltosi e terroristi” che danneggiano proprietà e compromettono la sicurezza pubblica, ma anche a coloro che li aiutano.

Movahedi Azad ha inoltre esortato le procure a preparare rapidamente i processi e a non mostrare “alcuna clemenza, compassione o indulgenza” nei confronti degli imputati.

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