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Usa negano ingresso a 5 funzionari europei, plauso della Lega a Trump
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Usa negano ingresso a 5 funzionari europei, plauso della Lega a Trump

By Abrar Hussain
December 24, 2025 2 Min Read
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Nel mezzo di un coro unanime di condanna, arriva intanto il plauso della Lega agli Usa per aver negato l’ingresso a cinque funzionari europei, tra cui l’ex commissario al Mercato interno, il francese Thierry Breton.

“A differenza dell’Europa, incapace di difendere sé stessa e i propri cittadini – si legge in una nota del Carroccio -, gli Stati Uniti decidono di mettere regole stabilendo chi far entrare e chi no. Siamo orgogliosi di essere l’unico partito ad aver votato contro il Digital Services Act voluto da un pugno di burocrati di Bruxelles e che è l’anticamera della censura, una vera e propria legge-bavaglio europea”.

Oggi gli Stati Uniti hanno vietato l’ingresso ai funzionari Ue, accusati di ‘censura’ alle piattaforme online. Secondo quanto riferito su X dalla sottosegretaria di Stato Sarah Rogers, oltre a Breton sono stati colpiti dal divieto d’ingresso due direttori dell’organizzazione tedesca HateAid, impegnata nella lotta contro gli abusi online Anna-Lena von Hodenberg e Josephine Ballon, la prima delle quali insignita a ottobre dell’ordine federale al merito della Repubblica tedesca per il suo lavoro contro la violenza digitale.

Gli altri due funzionari che non hanno avuto il visto sono Imran Ahmed, fondatore del Center for Countering Digital Hate US/UK, e Clare Melford, fondatrice Global Disinformation Index, con sede nel Regno Unito: entrambe le organizzazioni si occupano di contrastare l’odio online e la disinformazione.

Calenda: “Salvini cerca un padrone, che sia Putin o Trump”

“Gli Usa sanzionano Thierry Breton e altre personalità europee perché hanno difeso gli standard europei contro il far west digitale preteso da Washington. Hanno fatto bene il loro lavoro di rappresentanti di un’istituzione democratica che ci protegge. Solidarietà a loro. Ps sulla Lega che gioisce possiamo solo stendere un velo pietoso. E’ la natura che spinge Salvini a cercare un padrone. Sia esso Putin o Trump poco cambia per lui”, il commento su X Carlo Calenda, leader di Azione.

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Abrar Hussain

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