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Venezuela, Usa pronti a colpire? Ecco le opzioni di Trump
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Venezuela, Usa pronti a colpire? Ecco le opzioni di Trump

By Blendy Writer
November 17, 2025 3 Min Read
Comments Off on Venezuela, Usa pronti a colpire? Ecco le opzioni di Trump

Sale ancora la tensione tra Usa e Venezuela. Con l’arrivo nel mar dei Caraibi della portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande e avanzata del mondo, che ieri si è unita a una decina di navi da guerra Usa e 15mila soldati già dispiegati nella regione, gli Stati Uniti sembrano sempre più pronti all’attacco per quella che il Pentagono ha definito l’Operazione ‘Southern Spear’ che mira a “sconfiggere e smantellare le reti criminali” in linea con le direttive del presidente Donald Trump.

Dall’inizio di settembre, ricorda la Nbc, almeno 80 persone sono state uccise in 20 attacchi americani a piccole imbarcazioni accusate di trasportare droga nei Caraibi e nell’Oceano Pacifico orientale. Ora il presidente degli Stati Uniti sta valutando una campagna potenzialmente più ampia, che potrebbe includere attacchi terrestri all’interno del Venezuela o un tentativo di rovesciare il presidente Nicolss Maduro, nota la Cnn.

“Esercito pronto a colpire”

Il segretario all’Esercito degli Stati Uniti, Dan Driscoll, ha dichiarato alla Cbs che l’esercito statunitense “è pronto, se richiesto, a intervenire” in Venezuela. “Il presidente e il segretario alla Guerra hanno dedicato molto tempo a riflettere su quale fosse la cosa migliore da fare per il popolo americano. E posso parlare dal punto di vista dell’esercito, che ha un notevole addestramento in quella parte del mondo. Stiamo riattivando la nostra scuola nella giungla a Panama. Saremo pronti ad agire su qualsiasi cosa il presidente e il segretario alla Guerra abbiano bisogno“, ha dichiarato Driscoll.

Le opzioni sul tavolo

Tra le opzioni per le possibili operazioni militari in Venezuela illustrate da alti funzionari Usa al presidente Trump, come riferiscono quattro fonti ben informate alla Cnn, ci sono attacchi aerei contro strutture militari o governative del Venezuela e rotte del narcotraffico. O un tentativo diretto di eliminare il presidente venezuelano Maduro, con molti rischi oltre che benefici.

Dopo i briefing il presidente americano avrebbe preso una decisione: “So cosa fare”. Due, in particolare, gli incontri durante i quali Trump ha esaminato gli obiettivi. Il primo, quello ristretto di mercoledì, con un piccolo gruppo tra cui il capo del Pentagono Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Caine. Il secondo, il giorno dopo, giovedì, con un team più ampio per la sicurezza nazionale, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e altri alti funzionari che hanno incontrato Trump nella Situation Room. Secondo le fonti della Cnn, durante gli incontri Trump si è mostrato cauto nell’ordinare azioni che potrebbero rivelarsi un fallimento o mettere a rischio le truppe Usa.

Cosa vuole fare Trump

“In un certo senso ho già preso una decisione, sì. Voglio dire, non posso dirvi quale decisione, ma in un certo senso l’ho già presa”, ha detto Trump venerdì ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Ma secondo la Cnn è anche possibile che Trump decida di rinunciare a qualsiasi azione. Il presidente americano, infatti, a ottobre aveva dichiarato di aver autorizzato la Cia a operare in Venezuela, ma la scorsa settimana funzionari dell’Amministrazione hanno spiegato che Washington non aveva una giustificazione legale per attacchi contro obiettivi terrestri. Inoltre Trump ha detto alla Cbs di non prendere in considerazione attacchi in Venezuela, nonostante in precedenza si fosse mostrato aperto all’idea.

Comporterebbe ”un rischio elevato” e ”un impegno serio” da parte americana, ad esempio, ”un cambio di regime in Venezuela”, nota la Cnn, anche se estromettere Maduro potrebbe dare a Trump e al suo team il merito di qualcosa che non è riuscito a numerose amministrazioni statunitensi. Se Trump estromettesse Maduro, quindi, potrebbe vantare importanti vittorie: l’uscita di scena di un uomo forte e l’ingresso di un leader eletto, la possibilità di una maggiore collaborazione sui flussi di droga e sulle migrazioni e potenziali accordi sul petrolio. Ma se Trump ordinasse attacchi all’interno del Venezuela, il rischio sarebbe affrontare elementi di un’opposizione frammentata e un esercito pronto a insorgere. In un discorso da Caracas, Maduro ha avvertito che un intervento militare statunitense potrebbe gettare le basi per “un’altra Gaza”, un “nuovo Afghanistan” o “di nuovo il Vietnam”.

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